

Cina: I Segreti della Tomba su National Geographic
Nuovi scavi rivelano che gli scambi tra cina e occidente risalirebbero a 1500 anni prima di Marco Polo; National Geographic ha documentato gli scavi nello speciale Cina: I Segreti della Tomba.
di Redazione / 16.10.2016
Nel 1974, in Cina sono state scoperte oltre 8mila statue di terracotta sepolte a circa un chilometro dalla tomba de primo imperatore cinese Qin Shi Huang. Negli anni successivi, gli studi e gli scavi nel sito archeologico sono proseguiti fino a quando nuovi scavi recenti sono stati documentati dalle telecamere di National Geographic e BBC e raccolti nello speciale Cina: I Segreti della Tomba che va in onda su National Geographic Channel domenica 16 ottobre alle ore 20:55.
Per chi non conoscesse, l'esercito di terracotta è un insieme di statue che si trova nel Mausoleo del primo imperatore Qin a Xi'an. Si tratta di un esercito simbolico, destinato a servire il primo imperatore cinese Qin Shi Huang (260 a.C. – 210 a.C.) nell'Aldilà. Nel 1987 il mausoleo dell'imperatore Qin Shi Huang, di cui l'esercito di terracotta fa parte, è stato inserito nell'elenco dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.
Tra i ritrovamenti, prove di contatti tra le civiltà greca e cinese già nel III secolo a.C., che per Li Xiuzhen, archeologo che lavora presso il sito del Mausoleo dell'imperatore Qin Shihuang, sono " le prove di contatti tra la prima Cina imperiale e l'Occidente prima che venisse aperta la Via della Seta".
Non ci sono testimonianze in Cina che risalgono a prima della costruzione della tomba del Primo Imperatore di statue rappresentanti esseri umani a grandezza naturale, al massimo statuine di circa 20 cm. L'origine dell'Esercito di Terracotta si spiega con influenze e conoscenze arrivate in Cina da altri paesi.
Lukas Nickel, docente di Storia dell'Arte Asiatica presso l'Università di Vienna, ha esaminato le statue di acrobati recentemente trovate nel mausoleo del Primo Imperatore e ritiene che queste accreditino la teoria secondo cui già 1500 anni prima di Marco Polo ci sono stati contatti e scambi tra Cina e Grecia: si tratterebbe del primo contatto della civiltà cinese con l'occidente mai documentato, se confermato.
Secondo Nickel gli arieti cinesi che lavoravano per il primo imperatore sono stati influenzati dalle statue greche giunte in Asia centrale grazie a Alessandro Magno e artisti e artigiani greci avrebbero contribuito alla realizzazione del mausoleo dalla formazione della manovalanza locale.
Altre prove emergerebbero dal ritrovamento di una collezione di figurine di uccelli in bronzo fatte con tecniche che ancora non venivano utilizzate nella Cina dell'epoca, comune invece in Egitto e Grecia.
Pertanto, gli archeologi ritengono che l'esercito di terracotta e gli altri manufatti trovati nel sito del mausoleo del primo imperatore sono stati influenzati dalla scultura greca.
Zhang Weixing, direttore degli scavi del sito monumentale ha commentato che "il lavoro di scavo compiuto qui ha prodotto i risultati più importanti degli ultimi 40 anni. Questi ultimi ritrovamenti sono addirittura più rilevanti dell'esercito di terracotta".
Nel 1994, dodici esemplari (dieci guerrieri e due cavalli) vennero esposti in due mostre in Italia, a Venezia e Roma. il 9 agosto 2007, venti esemplari dell'esercito sono partiti per raggiungere il British Museum di Londra, dove sono stati esposti dal 13 settembre 2007 al 6 aprile 2008. da luglio al 16 novembre 2008, cinque dei guerrieri dell'esercito di terracotta di Qin Shi Huang sono stati esposti a Torino, presso il Museo di antichità. dal 16 aprile al 5 settembre 2010, sono stati esposti nove guerrieri a Milano, presso il Palazzo Reale, nella mostra dal titolo "I due Imperi". Il gruppo era composto da un cavallo, un consigliere, un balestriere e sei lancieri. dal 15 marzo al 17 novembre 2013, circa 200 reperti originali sono stati in esposizione al Museo di Storia di Berna, all'interno della mostra temporanea "Qin – L'imperatore eterno e i suoi guerrieri di terracotta".
Davanti alla tomba dell'imperatore gli archeologi hanno trovato scheletri mutilati di giovani donne sepolte con preziosi gioielli d'oro e perle, segno che si trattava di donne di rango elevato. Gli archeologi ritengono si tratti di concubine dell'imperatore.
Tra i nuovi ritrovamenti anche quelli della sepoltura di un uomo ucciso in una esecuzione capitale. Gli archeologi pensano che si tratti di un uomo di alto rango, del principe Fu Su, figlio maggiore del primo imperatore. La tomba contiene i resti di sette individui, tutti deceduti per morte violenta. Secondo le fonti dell'epoca, Il principe Fu Su e i suoi fratelli vennero assassinati dal più giovane dei figli del primo imperatore, il principe Hu Hai, in una lotta fratricida seguita alla morte del padre.
Il sito nel suo complesso copre un'area di 100km quadrati, esplorato anche grazie all'uso di un drone con installata una telecamera a immagini termiche. La tomba dell'imperatore è protetta da una piramide è una struttura muraria lunga 145 metri e alta 14 metri. La strada che conduceva al sito era larga 66 metri, paragonabile ad una autostrada a 16 corsie.
Le immagini girate dal drone incrociate con immagini satellitari hanno portato alla scoperta di quelle che agli esperti sono sembrate due vie imperiali che partivano dal sito per andare una a nord-ovest verso Lintao, porta dell'occidente dell'antica Cina.
Infine, il ritrovamento di Dna mitocondriale di tipo europeo in siti archeologici della provincia cinese di Xinjiang ha dimostrato la presenza di europei stabilitisi e morti in Cina già all'epoca del primo imperatore.
Queste ed altre scoperte vengono raccontate in Cina: I Segreti della Tomba in onda su BBC nel Regno Unito e su National Geographic nel resto del mondo (170 paesi).